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Brevetto Tastiera per Dattilografia Musicale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 03 Maggio 2010 14:22


Denominazione

Tastiera Informatica Dattilografica per Notazione Musicale.


Scopo dell’invenzione

La presente invenzione si propone di porre in essere una “tecnica dattilografica musicale”, attraverso la realizzazione di un dispositivo di input per computer del tutto simile, dal punto di vista meccanico ed elettronico, all’analoga tastiera alfanumerica per computer. Si differenzia da essa per l’utilizzo specifico cui è destinata e, conseguentemente, per il numero, la forma e la disposizione dei tasti, destinati a rappresentare il complesso dei simboli propri della scrittura musicale su pentagramma. Le serigrafie impresse sui tasti stessi, quindi, riguarderanno il sistema notazionale musicale e non già lettere, numeri e simboli appartenenti alla comunicazione linguistica scritta.

Il sistema proposto elabora una tecnica dattilografica e realizza un layout di tasti disegnato appositamente per l’utilizzo di tale tecnica. Si può facilmente immaginare e auspicare uno sviluppo nel tempo della “dattilografia musicale”. Potranno nascere e avvicendarsi tecniche diverse e sicuramente più efficaci di quella qui proposta. La tastiera si connota in modo univoco e definitivo come “tastiera per Dattilografia Musicale”, indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Si porta, allo scopo di comprendere l’identità univoca del dispositivo proposto, l’esempio della tastiera dattilografica alfanumerica, di comune utilizzo. Le techiche utilizzate per la scrittura alfabetica sono infatti due, denominate “QWERTY” e “DVORAK”, le quali si differenziano per la diversa disposizione delle lettere dell’alfabeto. Questa duplicità non annulla la connotazione univoca, universalmente riconosciuta, del dispositivo che le pone in essere, cioè la “tastiera alfanumerica per computer”.


Tecnica antecedente

La tastiera estende due tecniche antecedenti.

  1. Tastiera per computer, ovvero periferica di input tradizionale;
  2. Disposizione dattilografica dei tasti.

I dispositivi finora utilizzati per l’inserimento della notazione musicale a mezzo di software sono i seguenti:

-          Mouse. Per l’inserimento di ciascuna nota è necessario selezionare, su toolbar o menu, la rispettiva durata. E’ richiesto poi l’esatto posizionamento del cursore del mouse e un click. Se paragonato alla scrittura di testo ciò equivarrebbe all’esecuzione di uno o due click di mouse per ciascun carattere.

-          Tastiera alfanumerica. Si opera un adattamento attraverso il quale l’utilizzatore deve memorizzare la corrispondenza di tasti e/o combinazioni di tasti alfanumerici ai simboli musicali.

-          Tastiera musicale. La durata delle note non può essere rappresentata, se non, in modo indiretto, attraverso un’improbabile esecuzione metronomica (incompatibile con lo scopo della dattilografia musicale qui proposta). Non possono inoltre distinguersi le diverse parti melodiche simultanee presenti su un pentagramma. Né possono rappresentarsi i simboli della scrittura musicale diversi dalle note stesse.

I diversi software diffusi per la scrittura musicale spesso utilizzano in modo misto le suddette periferiche, cercando il miglior adattamento possibile. Ma resta pur sempre un adattamento, cioè un utilizzo di mezzi impropri.

La tastiera proposta è indirizzata in modo particolare a chi realizza partiture musicali, in quantità e qualità professionali, in formato digitale e cartaceo (case editrici musicali, compositori di professione). Ma anche a tutti coloro che intendono scrivere la propria e altrui musica realizzando partiture in modo rapido, completo e preciso attraverso l’utilizzo di software dedicati.


Descrizione sommaria
 

Corpo della tastiera

La presente tastiera si presenta di dimensioni ridotte (fig.1), adatta ad essere usata in maniera simultanea alla tastiera alfanumerica, necessaria per le normali operazioni di gestione del sistema operativo.

Connessione al computer

La compatibilità di utilizzo con la tastiera alfanumerica di sistema è garantita dalla connessione USB, non concorrente alla connessione PS2 ne ad altra connessione USB.

Impostazione Tonale

Le serigrafie poste sui tasti delle note musicali sono costituite da numeri romani e non dai nomi delle note, come ci si potrebbe aspettare. La presenza di tali simboli sottolinea e favorisce l’impostazione tonale e non cromatica della tastiera. Tale impostazione è confermata dall’assenza dei tasti diesis e bemolle; infatti le alterazioni sono applicate alle note in base alla tonalità di impianto. I numeri romani si prestano, inoltre, ad una duplice interpretazione da parte del software:

  1. 1)      Il tasto contrassegnato con ‘I’ rappresenta il DO, il tasto ‘II’ il RE etc..  Le note risulteranno alterate o no, sulla base delle alterazioni in chiave;
  2. 2)      Il tasto contrassegnato con’I’ rappresenta il primo grado della tonalità di impianto, il tasto ‘II’ il secondo grado etc.. Le note risulteranno alterate o no, sulla base delle alterazioni in chiave.

L’utilizzatore della tastiera potrà avvalersi di una delle due modalità di funzionamento, secondo le sue preferenze.

Le alterazioni di passaggio possono essere inserite tramite gli appositi tasti (fig.3 – 1).

L’impostazione tonale consente:

  1. a)      La riduzione dei tasti-nota da 12 (se l’impostazione fosse cromatica) a 7 (impostazione tonale) per ciascuna fila;
  2. b)      Una maggiore facilità di apprendimento e manualità da parte del dattilografo musicale;
  3. c)       Una maggiore indipendenza della tecnica dattilografica-musicale rispetto a conoscenze musicali approfondite; si fa notare, infatti, che in base a tale impostazione il dattilografo non dovrà preoccuparsi se una nota è alterata in chiave o no perché di questo si occuperà il software. Al contrario, una ipotetica impostazione cromatica, cioè la presenza dei tasti diesis-bemolle, comporterebbe da parte del dattilografo la conoscenza approfondita delle tonalità con le relative alterazioni in chiave.

Diteggiatura (fig. 11)

Le dita che realmente scrivono le note sono il 2°, 3° e 4° di ciascuna mano. Il 5° dito scende d’ottava (mano sinistra) o sale d’ottava (mano destra). Il 1° dito dimezza i valori di durata (mano sinistra) o raddoppia i valori di durata (mano destra). Il 2° dito della mano sinistra controlla due tasti centrali adiacenti. Nella posizione naturale scrive  il MI (o III grado); spostandosi verso il centro scrive la pausa (relativa al valore corrente della fila in uso) . Il secondo dito della mano destra controlla due tasti centrali adiacenti. Nella posizione naturale scrive il SOL (o V grado); spostandosi verso il centro scrive il FA (o IV grado).

Disposizione logica delle note – “zona melodica” e “zona ritmica”

Le note musicali sono troppe per poter essere rappresentate univocamente dai tasti di una tastiera per computer. 88 sono le note di un pianoforte, il quale copre interamente l’estensione utilizzata dal nostro sistema musicale. I valori, cioè le figure che ne rappresentano la durata, sono 9. Il numero totale delle note da rappresentare risulta dunque essere di 88 x 9, cioè 792.

La soluzione a questo problema è offerta dalla presente tastiera nel seguente modo. I 24 tasti centrali, 8 colonne x 3 file, costituiscono una sorta di “zoom mobile” di note e valori rispetto ai suddetti 792 simboli, posizionato sull’ottava in uso (colonne) (fig.9) e sui valori maggiormente utilizzati (righe) (fig.2 e fig.9). In tal modo si ottiene di non compromettere la velocità di inserimento, combinando, nella pressione di un solo tasto, l’altezza ed il valore di una nota musicale. In dettaglio, la fila centrale rappresenta l’ottava corrente ed il valore di durata corrente (fig.1 – 1). La fila inferiore rappresenta l’ottava corrente ed il valore dimezzato rispetto alla fila centrale (fig.1 – 2). La fila superiore rappresenta l’ottava corrente ed il valore raddoppiato rispetto alla fila centrale (fig.1 – 3). L’ottava corrente così come i valori di durata associati alle tre file di note sono modificabili, come descritto in seguito, in modo veloce ed intuitivo. In tal modo, delle 792 note rappresentabili, si hanno “sottomano” le 7 note appartenenti alla “zona melodica” in cui si sta scrivendo (fig.9) e i 3 valori di durata maggiormente utilizzati (“zona ritmica”) (fig.10). Questo grazie alla facilità di spostamento dello “zoom” melodico-ritmico, sufficientemente piccolo da consentire un’impostazione raccolta della mano, ma sufficientemente grande da poter considerare sporadico l’uso dei tasti di slittamento melodico e ritmico e quindi relativamente poco influente nell’ottica dei tempi di digitazione.

Tasti di spostamento delle zone “melodica” e “ritmica”

Sono quattro i tasti principali di modifica della configurazione melodico-ritmica della tastiera. Due modificano l’altezza dell’ottava corrente, due modificano i valori di durata associati alle tre file di note (fig.5).

I tasti che modificano l’ottava corrente coprono l’intera altezza delle tre file di tasti e sono posti in modo da poter essere facilmente digitati dal 5° dito delle due mani (impostazione dattilografica) (fig.5 – 1), in qualsiasi delle tre file di tasti ci si trovi a scrivere. Il 5° dito della mano sinistra scende d’ottava, il 5° dito della mano destra sale d’ottava. Tale disposizione rende pressoché immediato e molto intuitivo il passaggio d’ottava.

I tasti che modificano i valori di durata associati alle tre file di note si trovano dove, nella tastiera alfanumerica, si trova la barra spaziatrice, l’uno a fianco dell’altro (fig.5 – 2). Sono larghi per poter essere facilmente digitati con i pollici. Questi tasti fanno slittare i valori di durata di una posizione, dimezzandoli o raddoppiandoli. Secondo la configurazione predefinita la fila centrale di tasti rappresenta le semiminime, quella superiore le minime  e quella inferiore le crome. La pressione del tasto corrispondente al pollice sinistro sostituisce i valori suddetti rispettivamente con crome, semiminime, semicrome. La pressione del tasto corrispondente al pollice destro sostituisce, sempre a partire dalla configurazione predefinita, i valori suddetti con minime, semibrevi, semiminime (fig.10). Successive pressioni causano ulteriori slittamenti dei valori, verso l’alto o verso il basso.

Tasti shift1 e shift2

Sono presenti due tasti “shift” (ripetuti su ciascun lato) (fig.6 – 1,2) che associati ai tasti nota della fila superiore e inferiore, ne magnificano la variazione (rispetto alla fila centrale) del valore di durata di 2 o 4 volte (shift1 o shift2). La pressione simultanea dei due shift raddoppia ulteriormente l’effetto. Tale utilizzo dei tasti shift è utile nel caso di ricorrenze occasionali di valori di durata che si discostano sensibilmente dalla “zona ritmica” selezionata.

Tasti di notazione secondari (fig.3)

Entrano nel merito dell’altezza e della durata delle note i seguenti simboli musicali: diesis, bemolle e bequadro (fig.3 – 1), per quanto riguarda l’altezza; il punto, la legatura di valore e lo staccato (fig.3 – 2), per quanto riguarda la durata. In quanto segni di notazione frequentemente usati essi sono posti in prossimità dei tasti di notazione principali.

Tasti di notazione speciali (fig.4)

Tasti di notazione che modificano il normale flusso di inserimento delle note (terzine, accordi, etc.) sono qui definiti “speciali” e sono raccolti a lato del corpo centrale della testiera (fig.4).

Tasti operativi (fig.6)

Sulla destra, sinistra e in basso rispetto al corpo centrale sono posti i tasti operativi comuni, quali la cancellazione, “invio”, “lock”, etc., oltre ai su citati shift e i tasti di spostamento d’ottava e dei valori.

Tasti di impianto partitura (fig.7)

Sulla fila superiore si trovano alcuni tasti per l’impianto della partitura (chiavi, tempo, polifonia)

Segni d’espressione (fig.8)

Analogamente ai caratteri speciali e ai segni di punteggiatura presenti nella tastiera alfanumerica, i segni d’espressione e di vario genere che, oltre alle note musicali, costituiscono parte integrante di una partitura musicale, sono rappresentati dai tasti che circondano le 3 righe centrali delle note. In particolare la fila di tasti al di sopra della fila superiore del set di note è dedicata a tale scopo (fig.8).

Conclusione

Il sistema sopra descritto, come è evidente, consente la rapida digitazione delle note su un pentagramma musicale nella loro totalità e nella totalità dei valori ad esse associabili, combinando l’efficacia della tecnica dattilografica con il complesso del sistema notazionale musicale.


Sintesi

La Tastiera per la scrittura su computer della Notazione Musicale si presenta simile all’analoga tastiera per computer, solo di dimensioni ridotte. E’ caratterizzata dalla presenza esclusiva di sigle e simboli musicali. Lo scopo di tale tastiera è quello di scrivere spartiti e partiture musicali con la stessa facilità, velocità e precisione con le quali si scrive un testo linguistico attraverso l’analogo dispositivo alfanumerico di input.

Disegni illustrativi

tastiera-1

Figura 1 - Layout della tastiera












tastiera-2


Figura 2 - Evidenza tasti notazione principali











tastiera-3


Figura 3 - Evidenza tasti notazione secondari











tastiera-4


Figura 4 - Evidenza tasti notazione speciali











tastiera-5



Figura 5 - Evidenza tasti operativi principali










tastiera-6


Figura 6 - Evidenza tasti operativi











tastiera-7



Figura 7 - Evidenza tasti di impianto partitura










tastiera-8



Figura 8 - Evidenza tasti di espressione










tastiera-9

Figura 9 - Zona melodica ovvero l'ottava corrente

















tastiera-10

Figura 10 - Zona ritmica














tastiera-11

Figura 11 - Diteggiatura



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Ultimo aggiornamento Sabato 10 Dicembre 2011 13:37
 

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